Leggo da più parti analisi argomentate di comunisti contro l'aggressione imperialistica, analisi a cui i sinistri si oppongono infondatamente con opinioni non argomentate, rigettando qualunque analisi in nome della complessità (che nelle analisi di questi sinistri è certamente meno presente) e del pluralismo. Ovviamente la realtà nelle sue infinite variabili non può essere (almeno oggi!) colta. Ma quanto è preferibile il metodo dialettico che permette di cogliere di volta in volta l'elemento fondamentale distinguendolo da quelli peculiari, rispetto all'immobilismo fintamente ingenuo. Rifiutare qualsiasi analisi in nome della complessità e del pluralismo significa rimanere inerti di fronte ai difensori dello "Status Quo". Anzi, di fronte a chi peggiora le condizioni della nostra esistenza. Di fronte, quindi, all'oppressione imperialistica.
sabato 20 giugno 2015
domenica 15 marzo 2015
Marx, Engels, internazionalismo e questioni nazionali.
Quando, fra il 1848 e il 1849, l'Impero austriaco aggredì l'Ungheria, Engels e Marx presero posizione per l'Ungheria, nonostante l'oppressione che a loro volta gli stessi Ungheresi riservarono alle minoranze di altre nazionalità. Oppressione per altro condannata anche da Marx ed Engels. Però Engels e Marx, attraverso un'analisi delle contraddizioni, capirono che la strada da seguire per l'emancipazione generale era data dal sostegno agli Ungheresi e non al generale imperiale austriaco Windischgratz, portatore degli interessi della Santa Alleanza (Windischgratz fu autore anche di un massacro di operai viennesi). A coloro che non comprendono la dialettica fra internazionalismo e questioni nazionali e ai sinistri fintodirittoumanisti consiglio di leggere anche Marx ed Engels.
Etichette:
Austria,
Engels,
Internazionalismo,
Marx,
QUESTIONI NAZIONALI,
Santa Alleanza,
Ungheria,
Windischgratz
lunedì 11 novembre 2013
Muro tra Usa e Messico, muro di Baghdad, muro in Palestina, muro di Padova.
Bell'articolo di Fulvio Grimaldi: "Muri".
Eviterei solo un giudizio così drastico su Breznev e Chernenko e ricorderei, dall'articolo "Anna Seghers e la DDR - 1949 - 1989 – 2009" di Davide Rossi, la seguente considerazione: "Al di là della propaganda di allora che anche in campo ambientalista leggeva nei paesi dell'est e nella DDR dei mostri ecologici, l'emergere di analisi e ricerche serie ed approfondite sta portando ad una totale rivalutazione delle scelte ecologiche della DDR. Una legislazione stringente contro l'inquinamento, la raccolta differenziata praticata a Berlino e largamente diffusa nel resto della nazione e ad esempio allora sconosciuta a Berlino Ovest, la prevalenza del trasporto pubblico, metro, bus, treni, su quello decisamente più inquinante di automobili e automezzi privati".
Muro tra Usa e Messico, muro di Baghdad, muro in Palestina, muro di Padova
Di Fulvio Grimaldi.
Da giorni ormai ci scassano la minchia, come bene dicono in Sicilia, con le celebrazioni del ventennale della caduta del “Muro di Berlino”. Stamane alla radio, nella trasmissione sportiva, ho sentito pure i subumani della cronaca calcistica (fatta eccezione per il grande Oliviero Beha) delirare sulla caduta del muro e sulle magnifiche sorti e progressive che quella demolizione avrebbe realizzato a est del muro.
Iscriviti a:
Post (Atom)